Home Prima Pagina Di Marco a Marsilio:” Caro Presidente chieda scusa a chi ha dato della teppa rossa”

Di Marco a Marsilio:” Caro Presidente chieda scusa a chi ha dato della teppa rossa”

Scritto da redazione

Non accennano  a placarsi le tante polemiche ch si sono sviluppate anche dopo la seduta del Consiglio regionale di ieri. I giudizi per la verità, poco istituzionali, del Governatore rivolti a sindaci, cittadini, pensionati, studenti non sono piaciuti ed hanno finito per infiammare ulteriormente il dibattito politico. Nelle ultime ore è arrivata anche una presa di posizione del Consigliere regionale Antonio Di Marco(Pd) Che non ha gradito i giudizi del Presidente ed ha espresso solidarietà  a quanti stavano prtestando soprattutto ai sindaci

L’Aquila,4 aprile– “Fa inorridire l’utilizzo di parole pesanti come quelle che ieri, Presidente Marsilio, Lei ha rivolto a sindaci, cittadini, pensionati, studenti che avevano il diritto di protestare per l’ingiusto aumento delle tasse deciso per colmare la voragine creata dalla destra di cui è esponente ai conti della sanità. È brutto e istituzionalmente inappropriato, per varie ragioni: quelle parole sono eco di regimi passati che speriamo di non veder resuscitati, rivolti a parte di una comunità di cui, Le ricordo, Lei è presidente; sono ingiusti perché la protesta è stata pacifica; sono inopportuni, perché quei cittadini chiedevano solo che venisse riconosciuto loro un diritto, quello alla salute. Infatti, tutte quelle persone Le contestavano proprio questo: che dovranno pagare per i vostri tanti errori, non perché avranno una sanità migliore. Chieda scusa e lavori perché ciò accada”, dura la replica del consigliere regionale PD Antonio Di Marco al presidente Marsilio.

“Riflettiamo sui fatti, le tasse sono aumentate, a pagare sono i cittadini: non paga chi ha governato male un comparto così delicato, né i manager che hanno prodotto i debiti della sanità – spiega Di Marco – . L’Abruzzo pagherà anche il risarcimento per l’ingiusta rimozione dei manager precedenti, fatta da voi per liberare poltrone da destinare agli amici, anche se la legge non lo consente. Uno di questi è Armando Mancini, stimato neurologo e tecnico competente ed efficace, rimosso dalla Asl di Pescara ingiustamente, come confermano i pronunciamenti di tutti i gradi di giudizio a cui si è rivolto, Cassazione compresa. Altri fatti, stavolta numerici, raccontano che con il governo di centrosinistra l’azione di risanamento della sanità è stata concreta ed efficace, concludendosi con l’uscita dal commissariamento. Durante i suoi sei anni, la situazione è completamente all’opposto: debiti, mobilità passiva, liste d’attesa, rinuncia alla cura, paesi senza medico. Questa è la storia raccontata anche dai tavoli di un Ministero che è in mano al Suo partito. 

Chiudo dicendo che vi abbiamo visto con la faccia contrita far passare la stangata ieri in Consiglio regionale, ma non era lei che a dicembre 2023 proclamava: “Abbiamo estinto tutti i debiti che avevamo ereditato. È stato un percorso di risanamento e di rimessa in carreggiata dei conti pubblici, molto importante. Tra questi segnalo quelli della sanità, che sono la parte più importante del bilancio regionale, che abbiamo chiuso in questi anni sempre in pareggio utilizzando il Fondo Sanitario Nazionale, a differenza di altre regioni che hanno dovuto incrementare l’IRPEF per far quadrare i conti e i bilanci delle ASL. Questo in Abruzzo non è accaduto, è un indice di buona amministrazione”.  

Mi chiedo, invece, che teppa sia chi invece si è sconfessato e ha deciso di tassarli per colmare il buco che ha prodotto in soli sei anni, perché ha fallito nella governance della sanità”.

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